F.A.Q. - APE - ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA

www.ape-attestato-prestazione-energetica-certificato.it

Che cos'è l'Attestato di Prestazione Energetica?

F.A.Q. (Attestato di Prestazione Ergetica) degli edifici

Che cos'è l'ape e perchè serve per la propria abitazione?

Quali obblighi ha chi vende o affitta per quanto riguarda l'Attestato di prestazione energetica?

Cosa si rischia in caso di mancata allegazione dell'Ape ai contratti?

Che differenza c'è tra l'Ape e il vecchio Ace (attestato di certificazione energetica)?

Sugli annunci commerciali di vendita o affitto è necessario riportare i consumi energetici?

Un attestato rilasciato prima del 6 giugno 2013 può essere allegato ad un nuovo contratto di locazione?

Anche per l'affitto breve di una casa a uso vacanze è necessario l'Ape?

L'Ape è un documento complesso. Come riconoscerne uno valido a fine di legge?

È vero che, oltre all'Ape, bisogna allegare al contratto anche il libretto di impianto?

Le parti possono concordare di fare a meno dell'Ape?

Che cos'è l'Ape e perché serve per la propria abitazione?

L'Ape (attestato di prestazione energetica) contiene la «targa energetica» che sintetizza le caratteristiche energetiche dell'immobile. Per misurarle, il tecnico deve analizzare le caratteristiche termo igrometriche, i consumi, la produzione di acqua calda, il raffrescamento e il riscaldamento degli ambienti, il tipo di impianto, eventuali sistemi di produzione di energia rinnovabile. L'attestato deve contenere anche i dati catastali dell'immobile. Nel caso si debba vendere la propria abitazione o stipulare un nuovo contratto di locazione per tovare un inquilino, i relativi annunci commerciali tramite tutti i mezzi di comunicazione devono riportare l'Indice di prestazione energetica (Ipe) dell'involucro edilizio e globale dell'edificio o dell'unità immobiliare e la classe energetica corrispodente, contenute nell'attestato di prestazione energetica. Poi, durante le trattative di compravendita o di locazione, venditori e locatori devono rendere disponibile al potenziale acquirente o al nuovo conduttore l'attestato di prestazione energetica. In caso di vendita l'attestato dovrà essere consegnato all'acquirente, così come in caso di locazione al conduttore.

Quali obblighi ha chi vende o affitta per quanto riguarda l'Attestato di prestazione energetica?

Il decreto 63/2013, poi convertito dalla legge 90/2013, ha introdotto l'Ape (attestato di prestazione energetica) al posto del precedente Ace (attestato di certificazione energetica) e ha sanzionato di nullità, in caso di mancata allegazione dell'Ape, a far tempo dal 6 giugno 2013, tutti i contratti di compravendita immobiliare (e pure di ogni altro contratto traslativo di immobili a titolo oneroso: permuta, conferimento in società, transazione, rendita, eccetera); i contratti di donazione e ogni altro atto traslativo di immobili a titolo gratuito; i "nuovi" contratti di locazione (vale a dire non i contratti che siano una proroga di precedenti contratti).

Cosa si rischia in caso di mancata allegazione dell'Ape ai contratti?

La mancata allegazione dell'Ape non comporta più la nullità del contratto, grazie al DL "Destinazione Italia " ha abrogato la norma che aveva disposto la sanzione della nullità degli atti di trasferimetno di proprietà e dei contratti di locazione. Si confermano però le pesanti sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori a 3mila euro e non superiori a 18mila euro; in caso di nuovo contratto di locazione il proprietario che viola l'obbligo è invece punto con una sanzione amministrativa non inferiore a 1000 euro e non superiore a 4mila euro. Se il contratto ha una durata fino a 3 anni la sanzine è ridotta fino a metà. A questo si somma poi la necessità di indicare nella pubblicità di vendita o affitto l'indice di prestazione energetica: in caso di mancata indicazione nei cartelli sono previste sanzioni amministrative.

Che differenza c'è tra l'Ape e il vecchio Ace (attestato di certificazione energetica)?

Oltre al requisito dell’indipendenza, il DPR 75/2013 elenca una serie di lauree del vecchio e del nuovo ordinamento che consentono l’attività di certificatore energetico. Ma la laurea da sola non basta. Altri elementi fondamentali sono, infatti, l’iscrizione al collegio o all’albo professionale (se previsto) e un certificato attestante l’esperienza nella progettazione di impianti ed edifici.

Sugli annunci commerciali di vendita o affitto è necessario riportare i consumi energetici?

Si, nel caso di offerta di vendita o di locazione, i relativi annunci tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali dovranno riportare l'indice di prestazione energetica dell'involucro edilizio e globale dell'edificio o dell'unità immobiliare e la classe energetica corrispondente. Tutte informazioni contenute nell'Attestato di prestazione energetica. In caso contrario, «il responsabile dell'annuncio» è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3mila euro.

Un attestato rilasciato prima del 6 giugno 2013 può essere allegato ad un nuovo contratto di locazione?

Per una vendita posta in essere dal 6 giugno 2013 in poi, il venditore può ancora avvalersi dell'eventuale attestato di certificazione energetica (Ace) rilasciato in data anteriore al 6 giugno 2013, e ancora in corso di validità. L'attestato ha sempre una validità massima di 10 anni, subordinata al rispetto delle prescrizioni di controllo degli impianti termici e alle necessità di aggiornamento in caso di interventi migliorativi o di ristrutturazione impiantistica. Se invece, per vendere o affittare casa, il proprietario dovesse produrre un attestato oggi (dopo il 6 giugno e prima dell'entrata in vigore del nuovo regolamento sulle modalità di calcolo per l'Ape) è meno certo il valore futuro del documento: se nel frattempo, prima della chiusura del contratto o del rogito, venisse approvato il regolamento, c'è solo da sperare che il documento resti valido. Un Ace fatto oggi non è detto che possa rispondere ai futuri regolamenti, a meno che le nuove norme non facciano salvi gli attestati prodotti fino a quel momento.

Anche per l'affitto breve di una casa a uso vacanze è necessario l'Ape?

Sì, il Dl 63/2013 non fa alcuna distinzione tra locazioni turistiche e non. L'Ape deve essere allegato a tutti i nuovi contratti di locazione (e non di proroghe o di rinnovi o altro) stipulati in seguito all'entrata in vigore del decreto stesso, pena la nullità. L'articolo 12 del Dl 63/2013, inoltre, prevede la sanzione amministrativa non inferiore a 1000 euro e non superiore a 4000 euro per il proprietario che in caso di nuova locazione non doti l'immobile di Ape. La legge, comunque, prevede un lungo elenco di fabbricati per i quali vi è esonero dall'allegazione dell'Ape al contratto di vendita o di locazione di cui essi siano oggetto: i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati; i fabbricati industriali e artigianali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo (ad esempio: una serra) o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili; i fabbricati agricoli non residenziali, sprovvisti di impianti di climatizzazione; gli edifici adibiti a luoghi di culto; i manufatti qualificabili come "ruderi"; edifici il cui utilizzo non prevede l'installazione e l'impiego di sistemi tecnici, quali box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi e strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi (fatta eccezione per le porzioni di edifici eventualmente adibite ad uffici); edifici in cui non è necessario garantire un comfort abitativo perché non destinati alla permanenza di persone, quali i garage, i depositi, le cantine, le centrali termiche, i locali contatori, le legnaie, le stalle; manufatti, comunque, non riconducibili alla definizione di edificio (ad esempio: una piscina); i fabbricati "al grezzo", vale a dire i manufatti che si trovano nello stato di "scheletro strutturale", cioè privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell'involucro edilizio; nonché gli edifici venduti "al rustico", cioè privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici; gli edifici "marginali" ossia gli edifici che non comportano un consumo energetico in relazione alle loro caratteristiche tipologiche e/o funzionali (ad esempio: portici, pompeiane, legnaie); gli edifici inagibili o comunque non utilizzabili in nessun modo e che, come tali, non comportino un consumo energetico (ad esempio fabbricati in disuso).

L'Ape è un documento complesso. Come riconoscerne uno valido a fine di legge?

Prima del rogito è il notaio a dover verificare che l'attestato esibito dal cliente abbia quel contenuto minimo che, in base alla normativa vigente, lo possa qualificare come Ape (oppure Ace se ancora in corso di validità): deve indicare la classe di prestazione energetica dell'edificio, la data di rilascio (sia l'Ape che i vecchi Ace hanno validità decennale), gli elementi idonei a collegare il certificato all'immobile negoziato (in primo luogo i dati di identificazione catastale), la sottoscrizione del tecnico che lo ha redatto e la sua dichiarazione di indipendenza. Spetta però al proprietario del bene, e non al notaio, verificare che il tecnico sia in possesso dei requisiti di legge: l'accertamento non è poi così facile, poiché non tutte le Regioni si sono dotate di un apposito albo o registro di certificatori accreditati.

È vero che, oltre all'Ape, bisogna allegare al contratto anche il libretto di impianto?

No. All'attestato di Prestazione energetica (Ape) che, a pena di nullità, va allegato ai contratti di compravendita, donazione e locazione, non deve essere unito il «libretto di impianto»: lo sostiene una nota del consiglio nazionale del Notariato. L'articolo 6, comma 5, del Dlgs 192/2005 (modificato dal Dl 63/2013) dispone che i libretti di impianto «sono allegati» all'attestato di prestazione energetica: l'espressione «allegazione» deve essere intesa nel senso che l'Ape deve essere accompagnato nel tempo dai documenti necessari affinché possa essere verificata una delle condizioni cui è subordinata la validità dell'attestato. Infatti l «libretto di centrale» e il «libretto d'impianto» sono previsti dall'articolo 11 del Dpr 412/1993: devono essere conservati presso l'edificio o l'unità immobiliare in cui è collocato l'impianto termico. Il libretto di impianto è importante, ai fini dell'Ape, perché la validità massima dell'attestato è di dieci anni, e l'Ape va aggiornato a ogni ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare interessata. La validità decennale dell'Ape è subordinata al rispetto delle prescrizioni per i controlli di efficienza energetica dei sistemi tecnici dell'edificio. In caso di mancato rispetto di queste norme l'attestato decade il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza (prevista appunto nel "libretto") non rispettata. Occorre pertanto distinguere tra l'esemplare dell'Ape da consegnare all'acquirente o al conduttore, che va accompagnato da una copia del "libretto", e l'esemplare destinato ad essere allegato al contratto, che invece può essere privo del "libretto".

Le parti possono concordare di fare a meno dell'Ape?

No, è illegittimo, l'attestato deve comunque sussistere fin dall'inizio della trattativa, poiché il proprietario è tenuto a metterlo a disposizione di ogni potenziale acquirente e a indicare la prestazione energetica negli annunci. Al momento del contratto preliminare basta che sia consegnato al promissario acquirente, ma non occorre che sia allegato come invece va fatto al momento del rogito.

NOTIZIE IN PRIMO PIANO

Nuovo modello Attestato Prestazione Energetica - Ape

01/10/2015 - Con il decreto ministeriale del 26/06/2015 (pubblicato il 15/07/2015, s. o. n. 39, g. u. n° 162) è entrato’ in vigore dal 1° ottobre 2015 anche il nuovo modello su cui redigere gli attestati di prestazione energetica “ape “.

Lavori di ristrutturazione o di riqualificazione l'Ape è ancora valido?

17/12/14 - L'attestato di prestazione enrgetica Ape va aggiornato in caso di lavori di riqualificazione o ristrutturazione che modificano la classe energetica dell'immobile,  ai sensi dell’ art. 6 del comma 4 del Decreto del Mi.S.E. del 26 giugno 2009 e l’art. 6 comma 5 D.L. 63/2013 (convertito in  L. 90 del  03 agosto 2013).

Copyright © 2015 www.ape-attestato-prestazione-energetica-certificato.it

Sitemap:

Creato il: [10-01-2015]. Registrato il: [10-01-2015]. Pubblicato il: [ 10-01-2015 ]. Modificato il: [ 13-02-2015 ] - Autore: [www.ape-attestato-prestazione-energetica-certificato.it]. Titolare del copyright: [www.ape-attestato-prestazione-energetica-certificato.it]. Limiti di utilizzo [ copyright e limiti di utilizzo delle risorse ]

Legislazione:
DIRITTO D'AUTORE: Art.2575 c.c - PLAGIO: art.168 e 156 art.158 e 163 della legge 633/41 - DIRITTO DI CITAZIONE: Articolo 70 della Legge sul Diritto d'Autore e Articolo 10 della Convenzione di Berna

CSS Valido!